FABBRICA dello SPETTACOLO arti sceniche contemporanee

Provini per Carne in Scatola

Provini per CARNE in SCATOLA

In una società come la nostra, dove i valori fondamentali vengono sempre più spesso assecondati rispetto al “Dio denaro” (unico mezzo per ottenere benessere e potere materiali); dove il sesso è anche il motore di pulsioni commerciali, preferibilmente usufruibili con distacco, magari attraverso realtà più o meno virtuali dove si ‘guarda’ senza far sapere chi si è o ci si esibisce non volendo sapere per chi; che cosa e quali perché spingono un giovane attore teatrale a mettersi in gioco totalmente sino ad arrivare a confidarsi e compiere, in una scena avvolta dalla platea a vista, azioni che solitamente vengono definite pornografia, intime o estreme e che comunque vengono filtrate e protette dalle pagine di una rivista, da uno schermo o dal buio di una sala teatrale?
Nella sua ricerca di auto affermazione, e quindi anche di potere sulla categoria pubblico, l’attore che compie tali gesti raggiunge il suo scopo o diviene uno strumento al servizio di un potere occulto che per portare a compimento i propri interessi lo trasforma in carne da macello?
E ancora: chi realmente manovra la leva del potere? L’attore inteso quale individuo che si eleva sulla categoria pubblico? Il pubblico che, per soddisfare i propri bisogni “vuoyeristici”, assiste a determinati spettacoli celandosi dietro ad una maschera di finto perbenismo culturale? O esiste veramente un potere occulto che manovra l’individuo attore e i bisogni del pubblico secondo un disegno prestabilito per appagare le proprie necessità? Provini per “Carne in Scatola” è un provino vero e proprio, anche se presentato con i criteri di una performance, rivolto ad attori uomini tra i 18 e 45 anni per formare il cast di un’eventuale messinscena di “Carne in Scatola”, spettacolo sulla prostituzione maschile, connotato da toni forti e da scene esplicite e realistiche come ormai si vedono abbondare nel “cinema d’autore”.
Provini per “Carne in Scatola” vuole raccontarsi senza usare mezzi termini e convenzioni, dando i corpi “nudi e crudi” degli attori in pasto allo spettatore che avrà (o si illuderà) di avere il potere decisionale sulla scelta degli interpreti. Dando la possibilità (o l’illusione) a quegli spettatori che lo vorranno, di diventare protagonisti dello stesso spettacolo per il quale hanno acquistato il biglietto e, infine, dando agli attori, non consapevoli di essere carne pronta per essere macellata e inscatolata per le necessità consumistiche delle masse, la possibilità (o l’illusione) di avere, comunque vada il provino, un pubblico per il quale esibirsi come artisti… Attenzione però, perché potrebbe accadere che il gioco fagociti qualcuno, offrendo un’angolatura di visuale in grado di svelare una “realtà” differente da quella conosciuta (o presunta), e in grado di smascherare i reali intenti dell’individuo in oggetto, trasformandolo in carnefice di se stesso.
Un regista, seduto al tavolo della commissione (ovvero la platea), visionando gli attori candidati pronti a tutto (cioè al nulla) e interagendo con il pubblico, condurrà questo gioco di potere altalenante tra le due parti. L’esecuzione della serata è integrata dalla proiezione di provini avvenuti a porte chiuse, con lo scopo di realizzare lo stesso Provini per “Carne in Scatola” e si basa sugli accadimenti avvenuti nei provini sopra menzionati dove sono stati visionati circa cinquanta attori su un centinaio di interessati.